Perché bisogna dare tutti i premi che esistono a Lo chiamavano Jeeg Robot

Qui i motivi per cui a mio indiscutibile e insindacabile giudizio bisogna dare a Lo chiamavano Jeeg Robot TUTTI gli Oscar di cui l’Academy dispone, i David di Donatello, i Leoni a Venezia, i Nastri d’Argento e lo Strega.

Lo chiamavano Jeeg Robot è il mio film preferito.

Motivi cardine:

  • Claudio “protezione civile” Santamaria
  • Luca “Ziggy” Marinelli

Anche riassumibili in:

È un conclave di boni

Cosa voglio io:

Voglio dieci sequel, come Batman. 

Voglio il vestito da principessa, anche se non mi entra.

Voglio il cappellino in tricot. Mi starà benissimo.

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Voglio l’action figure di Claudio Santamaria e Luca Marinelli.

Voglio la maglietta SCROSTATI e il poster QUANNO SE RIBECCAMO?

Idee che nessuno aveva avuto e che funzionano benissimo

  • Il coatto di Tor Bella Monaca supereroe
  • Il sogno erotico di uno che ti fa girare la giostra co’ le mano sua

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  • La boss della camorra leccaciuffa

  • Il capo della banda glam rock

 

Altre cose non certo da meno:

Le gif che verranno

Un’emozione da poco 

Buona Domenica (tout se tient)

L’importanza di una mozzarella di bufala cacciata in bocca per farti stare zitto

Diventare ricchi per comprarsi un botto di Danone alla vaniglia

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famo a capisse

matto scocciato

sta ggià a 30 mila visualizzazioni (lo vedete che mettere le cose relative alla modernità SI PUÒ FARE?!)

soo vedemo?

Daje regà, TUTTI INZIEME: NON SONO UNA SIGNORA! – e più in generale, se vogliamo farlo diventare un topos, e secondo me lo vogliamo: i maschi quando cantano le femmine

I maschi innamorati persi

I maschi che dicono cose semplisci come “Me sento bene perché adesso ce sei tu” ❤️

I maschi che piagnono

“Jeeg era daa Roma”

Il finale da Cielo sopra Berlino (Bruno Ganz, scansate) – Enzo dar Colosseo

Un supereroe che si chiama ENZO

stay tuned

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Inviti superflui:

Più Santamaria nudo, grazie

Più Marinelli nudo, grazissime

Mainetti, io ti voglio bene da quando facevi il fuorisede calabrese nell’unica fiction italiana che abbia visto per intero. (Questo qui si vedeva che ci stava dentro da Basette, capire che Marco Giallini è Jigen non è da tutti). Mainetti, spoglia di nuovo e di più Santamaria. Mainetti, ad maiora!

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*Una cosa importantissima, ma secondo voi quando esce il DVD-COFANETTO?

David Bowie ci ha riportati tutti in cameretta

Ieri sera, mentre cercavo di addormentarmi o di perdere finalmente conoscenza ascoltando The man who sold the world per la diciassettesima volta, ho pensato che David Bowie morendo ci ha riportati tutti in cameretta, nella stessa cameretta. Una cameretta mentale dove ci si stende per terra e si ascoltano tutti i suoi dischi. Proprio come facevamo a sedici anni. Anche se stavolta non ci sono i dischi, anche se per qualcuno l’impianto stereo è stato il computer dell’ufficio e i vinili collezionati negli anni sono stati sostituiti da un canale Spotify. E certe canzoni qualcuno le ha dovute evitare con cura fino all’ultimo. Perché non ce la faceva. Sto parlando in generale. Come si fa a sentire quella domanda insistente da un’immaginaria torre di controllo che per tre volte in Space Oddity chiede disperata e rivolta allo spazio “Can you hear me, Major Tom?”. Ci senti? Ti stiamo chiamando noi con quella voce, la tua. E come si fa ad ascoltare quella frase definitiva? And the stars look very different today. Oggi che le stelle hanno cambiato faccia. Come si fa a dire addio a un uomo con le parole, con qualsiasi parola? A quell’uomo che le aveva già scritte giuste. Tutte. Una più esatta dell’altra. Sarebbe una mancanza di rispetto per quella creatura magnifica e mutante. Quell’alieno venuto da lontano, solo per una visita su questa Terra. Non per restare.

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Colui che ci ha fatto credere a tutto. Believing the strangest things, loving the alien. Che ci ha invitato a porci le domande più assurde. Is there life on Mars? Adesso sì. Ne siamo sicuri. David Bowie ha portato almeno cinque generazioni di adolescenti più lontano con la sua musica. E senza di lui forse certe band non esisterebbero e a me non piacerebbero. Smashing Pumpkins, Placebo, Marilyn Manson, Blur, Muse, Editors, Interpol, Verve, Oasis, dite grazie a papà. A livello storico-sociologico ha gettato una gran confusione nella vita sessuale degli anni Settanta e fatto esplodere un po’ di convinzioni rarefatte in testa. He’d like to come and meet us, but he think he’d blow our minds. Qualcuno dice che la vera botta l’ha data ai ragazzini di quegli anni, questo qualcuno non ha mai conosciuto me o i miei amici.

Come si saluta per l’ultima volta Starman, l’uomo delle stelle, venuto da un altro posto, uno che ci ha lasciato da solo tutto quell’immaginario? Lo space invader? Alieno, ambiguo, glam, rock’n’roll suicide , mutevole, white duke, kook ?

Come si fa a dire addio all’Absolute beginner? Quello che ha iniziato un’infinità di cose ed è riuscito a portarle a termine tutte, perfino l’ultimo stupendo e presago Blackstar? Dove ci ha detto addio prima che come al solito riuscissimo a capirci qualcosa. I’m dying to. I’m trying to.

Ecco, io credo che noi a David Bowie possiamo soltanto rimettere i nostri debiti. Come a Dio. Un Dio laico, con lo sguardo divertito e una tutina scintillante. E dobbiamo farlo con le sue stesse canzoni. Cenere alla cenere. Sì, Ashes to Ashes. È perfetta da sola, non c’è bisogno di dire altro.

Torno in cameretta.

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Alba Solaro licenziata, ma cosa cazzo?

Le redazioni di Marie Claire e Marie Claire Maison, riunite in assemblea straordinaria dopo la comunicazione da parte dell’azienda dell’”intenzione di procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo” del caporedattore centrale Alba Solaro, esprime tutta la propria solidarietà alla collega, figura di riferimento indispensabile per il funzionamento di Marie Claire, la sua identità e qualità.
Nel contempo esprimono all’editore e alla direzione la propria contrarietà alla misura senza precedenti nella tradizione e nella storia delle relazioni sindacali delle testate.
Pertanto l’assemblea proclama lo stato di agitazione, e affida al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero, con la proclamazione immediata dei primi tre (già fatti il 30 dicembre 2015, il 4 e il 5 gennaio 2016) e chiede la revoca del provvedimento e la sospensione dei termini fino a quando non verrà avviato il confronto sindacale.

Il cdr HMC

La prima volta che ho sentito questa notizia non ci ho creduto, pensavo fosse uno scherzone di quelli che tutti devono fingere davvero molto bene se no non regge (e che comunque continua a non reggere). Poi mi ha iniziato a lampeggiare sulla testa un “ma cosa cazzo?” grande come una casa che ancora non se ne va.

Se qualcuno conosce o ha mai avuto la fortuna e il privilegio di lavorare con Alba Solaro sa che non esiste nessun “motivo oggettivo” per il suo licenziamento.

Io sono stata molto fortunata, l’ho conosciuta alla presentazione del libro di una mia amica e grazie a lei ho iniziato a scrivere per Marie Claire. Questo è successo soltanto due anni fa. Mi apro un po’, so che essere sé stessi non ripaga quasi mai ma ci provo, per una che non ha mai scritto su un cartaceo e che comunica coi redattori quasi solo tramite email, l’effetto di entrare in una redazione vera e fare dei pranzi di lavoro a parlare delle proprie idee per gli articoli da scrivere con qualcuno che è il CAPOREDATTORE CENTRALE (la vedete la targhetta fantozziana?) è stata una delle cose più fighe che mi siano mai successe nella vita. E questo qualcuno per me è stato in primo luogo Alba (anche i carissimi Antonio Mancinelli e Sara Del Corona, ma oggi non parlo di loro perché non hanno perso il lavoro).

Sì, anch’io penso che Alba Solaro sia una figura di riferimento insostituibile e necessaria per Marie Claire. E anch’io esprimo contrarietà alla decisione dell’editore e piena solidarietà a Alba. Una persona abile, adorabile e competente, che un giornale non si può permettere di perdere.

Mi sento un po’ cretina a scrivere questo post, perché credo che ci siano persone che vantano una collaborazione molto più lunga della mia con Alba Solaro e con Marie Claire, però mi sentirei più cretina a non scriverlo. L’ho fatto raccogliendo l’appello di Sara Del Corona che giro con gli occhi stropicciati:

Ce la stiamo mettendo tutta, ma voi che siete tanti e le scrivete, e la stimate, e le volete bene, aiutateci un po’. Intasate l’email dell’amministratore delegato. Scrivete sui vostri blog, giornali, breviari. Litigate sul futuro di questo povero giornalismo straccione, italiano. Bastano queste vostre dichiarazioni di cuore. Fate l’amore, e fate la guerra.

 

 

Il “ma cosa cazzo?” intanto ha ripreso a lampeggiare.