Fat shaming: la giornata della ragazza grassa

La ragazza grassa non ha bisogno di sentirsi ripetere quanto è grassa per dimagrire. Essere grassa fa schifo, e fa anche male alla salute. Ma va? Una vita da grassa è brutta, e anche la morte: una persona grassa ci mette di più a bruciare, anche durante la cremazione.

Oggi su Wired parlo di fat shaming.

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Jason Seacat, psicologo della Western New England University, ha condotto una ricerca che è appena stata pubblicata sul Journal of Health Psychology sulla vita di 50 donne in sovrappeso. Per una settimana queste donne hanno tenuto un diario dove hanno scritto tutti i commenti tremendi e i gesti ostili riservati al loro status di persone in sovrappeso. La ricerca si è focalizzata sulla valutazione della “stigmatizzazione” del loro peso, ovvero su quegli episodi di fat shaming in cui le 50 donne reclutate per completare i diari settimanali sono incorse durante lo studio.

Seacat ha cercato di analizzare il grado di fat shaming raggiunto da una donna obesa nella sua vita quotidiana, la ricerca ha evidenziato che si tratta almeno di tre momenti penosi al giorno.

Ecco qualche esempio:

I ragazzini riproducono il suono di un animale (moo) fuori dal negozio.

Il dentista era preoccupato che potessi rompergli una sedia.

Mi hanno detto che sono una cattiva madre perché non riesco a porre un limite a quello che mio figlio e i suoi amici mangiano quando vengono a dormire qui, questo perché non riesco a controllare nemmeno me stessa.

Dovendo andare a un battesimo con degli amici sono passata prima da McDonalds, così la gente non mi avrebbe visto mangiare più di quanto avrei dovuto.

La madre del mio fidanzato mi nega l’accesso al cibo, inoltre dice che sono così grassa perché sono pigra.

Il mio ex-capo si è girato verso di me diverse volte in un ristorante, ma ha fatto finta di non conoscermi. Ho lavorato per lui cinque anni ma ha sempre odiato le persone grasse.

Ho passato tutto il giorno facendo giardinaggio – grazie a quest’indagine ho realizzato quanto tempo passo da sola.

Ovviamente essere in sovrappeso non è una cosa salutare per il proprio corpo, c’è il rischio di incorrere in gravi malattie, ma questa ricerca fa capire che anche la vita psicologica di una persona obesa non se la passa tanto bene. Chi è in sovrappeso soffre allo stesso modo per come è visto dagli altri. Insomma, un po’ di empatia non farebbe male a nessuno.

Ne sa qualcosa anche Prince Fielder, giocatore di baseball nella MLB, stella dei Texas Rangers. Questa settimana il suo glorioso corpo nudo, che esula completamente dagli standard estetici degli atleti, ha campeggiato sulla cover di ESPN. Ci è voluto un giorno perché iniziassero i commenti impietosi su Twitter, dove la gente se la prendeva direttamente con la rivista sportiva per aver osato mettere in copertina una “taglia forte”.

(continua a leggere su Wired Italia)

 

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