Io voglio farmi una messimpiega e andare in pensione

Il mio ultimo pezzo per Abbiamo le prove è una dichiarazione di intenti ben precisa (più guardo questo Sanremo, più me ne rendo conto).
La foto in header che allego anche qui è di una bravissima Donatella Sedda, seguite il suo feed Instagram e sbirciatele il Flickr. Ne vale la pena.

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Sono più di dieci. Sono belle. Sono maestose. Mettono le perle ogni giorno. Verso le undici di mattina arriva la prima di loro: è una matrona superba, vestita di nero da capo a piedi. Può darsi che porti il lutto, ma a me sembra uno stile di vita. È nera la fascia di lana che porta in testa, sono neri i grossi occhiali da sole che le coprono metà del viso, e che le conferiscono un’aria svagata da diva eccentrica, nero è anche il resto dei vestiti che indossa. Gli anni le appesantiscono il passo ma questo non toglie nulla alla sua figura regale, che risulta anche un po’ austera, per via di tutto quel nero. È così che mi sono sempre immaginata Bernarda Alba, la protagonista della pièce teatrale di Garcia Lorca.
Ogni mattina prende posto nello stesso tavolo, nello stesso bar, che dà sulla stessa piazza. Sempre quello. Si lascia cadere sulla sedia e non ordina niente, aspetta le altre. Aspetta le sue amiche.

È metà mattina, c’è il sole, l’aria è fresca, le campane della chiesa di San Lorenzo hanno suonato l’ora dei bar. Questo è il quartiere romano degli universitari, dei caffè letterari, dei punk, degli spazi occupati, e delle bottiglie che rotolano verso i marciapiedi, ma è soprattutto il quartiere dei pensionati. Da qui a quest’ora pare di vedere tutta l’Italia come un enorme quartiere di pensionati. Un quartiere a forma di bar.

Io ho sempre avuto un’attrazione irrefrenabile verso i pensionati, lo ammetto. E nello specifico la mia attenzione è rivolta in primo luogo alle donne. Io non vedo l’ora di andare in pensione, è un pensiero felice che faccio da diversi anni. Ricordo a memoria la frase di un messaggio del mio migliore amico, me l’aveva scritta dopo una serata di bagordi, molti anni fa, diceva: Da vecchi ci divertiremo ancora di più. In quel momento ho capito che gli avrei voluto bene per sempre, e forse è proprio da quell’istante che ho iniziato a guardare le pensionate in un certo modo. Ho iniziato ad inseguire le loro cuffiette a nido d’ape ed i loro costumoni fiorati d’estate, al mare; ad ascoltare i loro discorsi, a curiosare nelle loro buste della spesa, al mercato; a cercare di capire le loro mode, i loro accostamenti insoliti, la loro propensione all’animalier, le loro pellicce. La loro pace.

Sì, più le guardo e più non vedo l’ora che arrivi quel momento. Voglio essere come loro. Io voglio farmi la messimpiega e andare in pensione. Voglio passare la mattina al bar con le mie amiche e poi, alle dodici, tornare a casa e mettere su il sugo (più probabilmente io andrò ad ordinare del sushi, ma lasciamo che questa dolce immagine resti qui). Io voglio passeggiare a braccetto e guardare le luminarie di natale. Io voglio stare in pace.

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3 thoughts on “Io voglio farmi una messimpiega e andare in pensione

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