Odio i monologhi del pene catartico. Il mio romanzo di formazione si chiama Brooke Logan.

Dal Buongiorno di San Massimo Gramellini ai Corinzi: l’uscita di scena di Berlusconi coincide con lo stop alla programmazione di Dallas, uno show che ha portato il male nel Paese Reale, ma adesso è tutto finito, andate in pace.
Once again: intellettualismo fine a se stesso, lo sport più praticato dai giornalisti e nei nuovi (nuovi?!) programmi della tv di qualità di questa stagione (e di troppe altre). Luoghi religiosi ove i massimi esponenti del panorama più squisitamente left chic italiano, gli snobbisti di professione, i rieducatori del palato, si ritrovano sornioni per pontificare, per dire messa, per svolgere omelie, per fare quelli che definirò come “i monologhi del pene catartico“. Una cosa che odio, una pratica che posso descrivere con le stupende parole di Heinrich Böllnoiosa come ingoiare farina a cucchiaiate“.
Se al matrimonio celebrato in chiesa della mia migliore amica io ero fuori a fumare c’è un motivo. Se in tv cambio canale quando Fazio intona l’altissimo momento ludico-celebrativo “quelli che” durante Che tempo che fa, c’è un motivo, sempre lo stesso: non mi va di sentire pipponi. Nè quelli religiosi nè tantomeno quelli culturali (o pretestuosamente tali). Non mi va che vengano intaccati gli show dove sono nate alcune delle figure fondamentali della mia vita. Non mi va di rientrare nelle categorie fazio-saviane predefinite, dove la cultura è una sola, e stateci a sentire che ve la diciamo noi qual è. Caro Massimo Gramellini, il mio romanzo di formazione si chiama Brooke Logan (precedentemente Chambers, Jones, Marone e Forrester), una delle mie eroine di riferimento si chiama Sue Ellen. Entrambe sono frutto di quella che tu ed altri definite stereotipi commerciali. Ebbene, tu ed altri dovrete allargare un po’ di più il raggio sul Paese Reale. Ci siamo anche noi.

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2 thoughts on “Odio i monologhi del pene catartico. Il mio romanzo di formazione si chiama Brooke Logan.

  1. Dunque, vediamo. Forse volevi scrivere “Se al matrimonio della mia migliore amica celebrato in chiesa io ero fuori a fumare c’è un motivo”, perché nonostante si possa ipotizzare che la tua amica sia una ricca figlia di un cardiochirurgo di fama mondiale è inverosimile che possegga una chiesa. E poi hai spulciato wikipedia per sapere come si scriveva correttamente Brooke Logan e sorridendo compiaciuta leggendo “(precedentemente Chambers, Jones, Marone e Forrester)” lo hai riportato esattamente nel tuo post. Ma perché non hai messo il link? Che ti ha fatto Jimmy Wales per non meritarsi un link?
    Ps. Questo non è un vero Commento (perché la maiuscola poi?), ma su Gazzetta.it il moderatore non pubblica mai i miei commenti, quindi devo sfogare da qualche parte la mia “insoddisfazione per l’esistenza del mondo, la pena di non essere un altro” (cfr. Pessoa, Livro do Desassossego).

    • No no. Lo sapevo benissimo come si scriveva! Ho googlato il nome perché volevo scegliere una foto da abbinare al mio post ma poi ho lasciato perdere. Jimmy Wales sta facendo troppo il pulciaro, non si merita manco un link al mio seguitissimo e visualizzatissimo blog. La mia amica è effettivamente figlia di un cardiochirurgo ma di fama locale e tu sei l’unico che ha apprezzato l’omelia insieme a qualche ottantenne di paese.
      Io ti pubblico tutti i commenti, promesso. (Comunque te volevo dì che ‘sto livro o stai a cità da ‘n botto, poi sempre a metterce er titolo originale, che te credi? Che nun semo capaci a guglà? Mò daje, leggi pure quarcos’altro.)
      Miao

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